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Portfolio Manager Update

Ethna-DEFENSIV

Punti chiave in sintesi

  • I rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine dovrebbero continuare ad aumentare sia negli Stati Uniti che nell'area euro
  • La struttura invertita delle curve dei rendimenti dovrebbe presto venire meno in ragione dei tagli dei tassi d'interesse e dell'aumento dei rendimenti a lungo termine
  • Adeguamento del posizionamento del portafoglio: la duration netta si trova ora in territorio negativo (-0,23), la quota di obbligazioni a tasso variabile è stata aumentata a circa il 12%

31.01.24 - Il primo mese del 2024 è stato un periodo di relativa calma per gli investitori obbligazionari dopo una fine d'anno movimentata. Dopo che i rendimenti delle obbligazioni decennali hanno toccato un minimo (circa il 3,8% negli Stati Uniti e l'1,9% in Germania), c'è stata una certa ripresa, con i rendimenti che si sono portati rispettivamente al 4,2% e al 2,3%. Da allora, i titoli di Stato sono rimasti relativamente stabili, aggirandosi intorno alla media mensile (4,1% e 2,25% rispettivamente).

Ci aspettiamo che i rendimenti a lungo termine continuino a salire, sia negli Stati Uniti che nell'area euro. Oltreoceano ci preoccupa soprattutto la mole di debito pubblico in costante crescita. Visto che si prevede che i deficit di bilancio negli Stati Uniti continueranno, il Congressional Budget Office (CBO) anticipa, ad esempio, un deficit minimo del 5,5% annuo entro il 2030, che porta il rapporto debito pubblico/PIL al 119% circa. Dubitiamo che gli investitori vogliano detenere in portafoglio questa enorme mole di debito. Inoltre, i dati particolarmente robusti relativi al PIL del quarto trimestre 2023 (3,3% annualizzato) non lasciano pensare a una recessione, uno scenario implicito nella curva dei rendimenti invertita. In assenza di recessione negli Stati Uniti, la curva deve normalizzarsi, con rendimenti più elevati per le scadenze residue più lunghe.

In Europa, la nostra previsione di un aumento dei rendimenti è legata al fatto che il tasso di crescita economica ha già toccato il minimo e che siamo probabilmente alle soglie di una ripresa ciclica, come suggeriscono le prime stime di crescita del PIL relative al quarto trimestre 2023 di Italia e Spagna, nettamente al di sopra delle aspettative di consenso. Secondo il nostro scenario di base non ci sarà alcuna recessione. In questo contesto, è probabile che la curva dei rendimenti nell'Eurozona si normalizzi a seguito dei tagli dei tassi della BCE nel tratto a breve e degli aumenti nel tratto a lungo termine.
Sulla base della nostra visione dei rendimenti, nel corso del mese ci siamo posizionati in vista di una normalizzazione della curva dei rendimenti, raggiungendo una duration fisica di 2,5 (in calo sul tratto a breve termine della curva) e una duration negativa tramite posizioni corte sui futures sui titoli di Stato a più lungo termine (-2,7 circa). A fine mese il nostro overlay tramite futures era pari a circa il 35% e consisteva in tre posizioni short: circa il 22% in titoli governativi tedeschi, circa il 6% in titoli governativi italiani e circa il 7% in titoli governativi statunitensi a 10 anni. L'adeguamento della nostra esposizione fisica è stato completato nel corso del mese aumentando progressivamente le posizioni in obbligazioni a tasso variabile fino all'11,8%. Questi titoli presentano una duration quasi pari a zero ma ci permettono di incassare cedole molto interessanti, intorno al 4,3%.

Posizionamento del fondo

Grafico 1: struttura del portafoglio* di Ethna-DEFENSIV

Grafico 2: composizione del portafoglio di Ethna-DEFENSIV per valuta

Grafico 3: composizione del portafoglio di Ethna-DEFENSIV per regione

Grafico 4: composizione del portafoglio di Ethna-DEFENSIV per settore degli emittenti

Ethna-AKTIV

Punti chiave in sintesi

  • Il portafoglio resta orientato in vista di un contesto di crescita moderata, inflazione in calo ma persistente e un trend rialzista dei mercati azionari.
  • La copertura della quota azionaria è stata rapidamente annullata e l'allocazione azionaria è salita al 40%.
  • In previsione di un aumento dei rendimenti sul tratto a lungo termine, il portafoglio obbligazionario si concentra sulle scadenze brevi e la modified duration è stata inoltre ridotta a -1,3.
  • Parallelamente, ci aspettiamo un primo taglio dei tassi da parte della Fed e abbiamo quindi ridimensionato la componente in dollari USA portandola al 15%.

31.01.24 - Il primo mese del 2024 non ha riservato grandi novità macroeconomiche. La nostra tesi secondo cui non ci sarà alcuna recessione rimane valida. Nonostante i prezzi siano ancora in calo, la nostra previsione di un'inflazione persistentemente elevata si sta rivelando corretta in ragione delle continue richieste di aumento dei salari (ad esempio dei macchinisti in Germania) e della chiusura del Mar Rosso a causa dei ribelli Houthi. Si tratta di due sviluppi per i quali non si intravede ancora alcuna fine e che presto o tardi spingeranno al rialzo i prezzi. Sul fronte geopolitico, non si riscontrano progressi per nessuna delle attuali situazioni di criticità. Evidentemente, però, questo non ha più alcun impatto sui mercati finanziari globali. Dopo l'impressionante rally di fine anno, gli indici azionari si sono consolidati solo brevemente, per poi ripartire verso nuovi massimi. Fanno ovviamente eccezione i listini cinesi, che continuano ad arrancare a fronte dei problemi locali. Per quanto riguarda i tassi d'interesse, il principale punto interrogativo riguarda l'inizio e l'entità del prossimo ciclo di tagli. Le riunioni della BCE e della Fed non hanno fornito molti indizi in tal senso e non hanno rivelato nulla di nuovo. Alla luce delle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti, che sembrano andare verso una riedizione del duello Biden/Trump, la finestra di azione potrebbe chiudersi rapidamente, almeno per la Fed, a meno che non voglia essere bollata come politicamente motivata. In prospettiva, oltre alla questione della politica dei tassi, si pone anche e soprattutto il problema di come gestire i bilanci delle banche centrali. La Fed, in primis, dovrebbe essere consapevole che il periodo di riduzione quasi indolore del bilancio (perché è stata ridotta la voce ON RRP in luogo delle riserve bancarie) finirà a breve. Riteniamo quindi molto probabile che l'inasprimento quantitativo si concluderà presto.

Ethna-AKTIV è riuscito a beneficiare in misura ragionevole del mese borsistico positivo e ha chiuso ancora una volta in prossimità di un nuovo massimo storico. Ci fa piacere constatare che azioni, obbligazioni e valute hanno contribuito positivamente al risultato. Tuttavia, ciò è avvenuto solo perché la copertura totale dell'allocazione azionaria all'inizio dell'anno è stata rapidamente annullata. La quota azionaria è stata addirittura trasformata in un leggero sovrappeso. A parte modeste prese di profitto e la sostituzione di alcuni titoli, non sono state apportate modifiche alla composizione di base del portafoglio sottostante. La correzione che avevamo previsto si è verificata solo in parte e tra le società secondarie. Sul fronte delle obbligazioni, continuiamo a concentrarci sulle scadenze più brevi e abbiamo lasciato pressoché invariato il mix di obbligazioni sovrane e societarie. Solo la sensibilità ai tassi è stata ulteriormente modificata, fino a diventare negativa, attraverso l'overlay di duration. Questo posizionamento riflette la nostra tesi che prevede un aumento dei tassi sul tratto a lungo termine.

Nel complesso, gennaio è stato una ripetizione su scala ridotta dello scorso anno: molte piccole criticità, riflettori puntati sulle banche centrali e persistente popolarità dei grandi titoli tecnologici. Continuiamo a non ravvisare segnali di una drastica inversione di tendenza. Se ciò dovesse accadere, vi assicuriamo che reagiremo di conseguenza.

Posizionamento del fondo

Grafico 5: struttura del portafoglio* di Ethna-AKTIV

Grafico 6: composizione del portafoglio di Ethna-AKTIV per valuta

Grafico 7: composizione del portafoglio di Ethna-AKTIV per regione

Grafico 8: composizione del portafoglio di Ethna-AKTIV per settore degli emittenti

Ethna-DYNAMISCH

Punti chiave in sintesi

  • Tori e orsi continuano a trovare argomenti plausibili. Alla luce di questo equilibrio strategico, il sentiment degli investitori è uno strumento utile per la navigazione tattica.
  • Il raffreddamento del sentiment e il solido avvio della stagione delle trimestrali ci hanno spinto ad aumentare la quota azionaria netta dal 50% al 75% a metà gennaio.
  • A dicembre abbiamo aggiunto al portafoglio Prosus, il maggiore azionista della società cinese Tencent, facendolo entrare tra le prime dieci posizioni azionarie.

31.01.24 - A inizio anno le nostre analisi di mercato tracciano un quadro ambivalente. Sia i tori che gli orsi trovano argomenti validi. Tuttavia, da entrambe le parti il potere di persuasione si è di recente affievolito. Considerata la tendenza di fondo positiva dei mercati azionari, questo equilibrio non è una brutta posizione di partenza, ma ciò non significa che sia entusiasmante. Nelle fasi di assenza di direzione strategica, utilizziamo il sentiment degli investitori come bussola per la navigazione tattica.

In ogni caso, dopo la solida chiusura d'anno, il sentiment era eccessivamente positivo. In concomitanza con l'imminente stagione delle trimestrali, su cui nutrivamo una profonda incertezza a causa della nostra analisi ambivalente del mercato, abbiamo ridotto l'allocazione azionaria netta a circa il 50% nei primi giorni del nuovo anno. In effetti, il mercato ha poi subito una leggera correzione. Ma quest'ultima ha riguardato solo le società di secondo e terzo rango. Le mega cap hanno proseguito indisturbate la loro avanzata trionfale. Il mese di gennaio è quindi proseguito sulla scia dell'anno scorso. L'andamento divergente tra l'S&P 500 ponderato per il valore di mercato e quello equiponderato nonché tra il DAX e l'MDAX ne sono una chiara dimostrazione. I titoli di maggiori dimensioni sono stati trainati dai primi dati della stagione delle trimestrali, come il produttore di semiconduttori taiwanese TSMC, che ha alzato in misura significativa i suoi obiettivi di vendita di AI a medio termine. Tuttavia, anche le istituzioni finanziarie, che di solito sono le prime ad aprire i libri contabili e a fornire una buona panoramica sullo stato dell'economia reale, hanno evidenziato performance robuste, dissipando il nostro iniziale scetticismo sulla stagione delle trimestrali. Al contempo, è probabile che il sentiment degli investitori si sia di nuovo raffreddato notevolmente con la flessione dei titoli di minori dimensioni. Questi sono stati motivi sufficienti per aumentare con decisione l'allocazione azionaria al 75% a metà mese.

Da un punto di vista bottom-up, a gennaio non ci sono state grandi novità. Tuttavia, vi dobbiamo ancora presentare un'azienda in cui abbiamo investito lo scorso anno. A inizio/metà dicembre abbiamo aperto una posizione in Prosus, che figura ora tra i nostri dieci titoli principali con una ponderazione del 2,8%. La società di investimento quotata sull'EURO STOXX 50 è nota soprattutto per essere il maggiore azionista della cinese Tencent. Tencent, invece, con la super app WeChat e una serie di videogiochi di successo, è una delle aziende internet più influenti della Cina. Tencent detiene inoltre un ampio portafoglio di investimenti, tra cui quelli in Snap, Spotify, Ubisoft e Meituan. Da circa 3 anni, il titolo di Tencent è sempre più disaccoppiato dai suoi solidi fondamentali operativi. Al momento viene scambiato a una frazione dei multipli di valutazione delle sue omologhe statunitensi. Nonostante le incertezze legate agli investimenti in Cina, siamo convinti che questo sconto sia eccessivo. Riteniamo che per gli altri investitori sarà sempre più difficile ignorare questa discrepanza. L'investimento indiretto tramite Prosus ha un'ulteriore attrattiva in quanto l'azienda viene scambiata a un valore di mercato inferiore alla partecipazione del 25% in Tencent. Il management di Prosus sta già riacquistando un gran numero di azioni per ridurre questo sconto. Prosus dispone inoltre di un portafoglio di investimenti che può apportare un valore finora non riconosciuto.

Riteniamo che nel complesso i mercati azionari siano valutati in modo equo; in linea con la nostra analisi equilibrata del mercato, non è possibile prevedere grandi progressi a livello di indice. Tuttavia, è ancora possibile individuare opportunità sul mercato, come l'investimento in Prosus.

Posizionamento del fondo

Grafico 9: struttura del portafoglio* di Ethna-DYNAMISCH

Grafico 10: composizione del portafoglio di Ethna-DYNAMISCH per valuta

Grafico 11: composizione del portafoglio di Ethna-DYNAMISCH per regione

Grafico 12: composizione del portafoglio di Ethna-DYNAMISCH per settore degli emittenti

* La voce "Cash" comprende i depositi a termine, i depositi overnight e i conti correnti/di altro tipo. La voce "Equities net" comprende gli investimenti diretti e l'esposizione derivante dai derivati azionari.

HESPER FUND – Global Solutions (*)

Punti chiave in sintesi

L'anno della svolta monetaria si annuncia interessante

  • I rendimenti si sono stabilizzati in tutto il mondo, in quanto l'eccessivo ottimismo sui tagli dei tassi si è lievemente attenuato.
  • Il trend disinflazionistico nei paesi industrializzati si sta indebolendo, ma continua.
  • La Fed sta per raggiungere l'obiettivo di ridurre l'inflazione senza provocare una recessione. Tuttavia, secondo le sue stesse dichiarazioni, non ha fretta di tagliare i tassi.
  • Le tensioni geopolitiche si acuiscono e il rischio di altri conflitti armati regionali aumenta.
  • Le elezioni previste in oltre 70 paesi determineranno le future politiche di bilancio, commerciali e di immigrazione, nonché gli sviluppi geopolitici, esercitando un forte impatto sugli scenari economici.
  • Gli operatori di mercato cinesi sollecitano le autorità del paese a rilanciare ulteriormente l'economia.
  • I mercati azionari globali hanno guadagnato terreno a gennaio, anche se in misura minore. Ciò ha compensato la flessione della Cina.
  • HESPER FUND – Global Solutions ha apportato lievi modifiche all'allocazione del portafoglio. L'esposizione azionaria netta è rimasta sopra il 50% e la duration è stata quasi sempre neutrale. Sul fronte valutario, il fondo ha chiuso la sua posizione nella corona norvegese per poi riaprirla al 60%. Il dollaro è rimasto intorno al 60%, è stata aperta una posizione corta sul franco svizzero e la posizione short sulla sterlina è stata portata al -90%.

31.01.24 - La storia di due blocchi economici

Il 2024 potrebbe essere l'anno della svolta della politica monetaria se le banche centrali dei paesi industrializzati dovessero iniziare a ridurre i tassi d'interesse. A dicembre la Fed ha sorpreso i mercati con un tono inaspettatamente accomodante. A gennaio l'istituto centrale ha lasciato i tassi invariati al livello più alto dal 2001 e ha smorzato le aspettative di tagli dei tassi, pur sottolineando esplicitamente che abbasserà l'intervallo obiettivo del tasso sui federal fund nel corso di quest'anno.

Quali banche centrali taglieranno i tassi d'interesse? Quando e in che misura sono due questioni decisive per la forza relativa delle valute nel breve termine. Non scommetteremmo sul fatto che sarà la Fed la prima grande banca centrale a ridurre i tassi. Questo perché l'economia dell'Eurozona, in fase di indebolimento, ha evitato per poco la recessione nell'ultimo trimestre, mentre l'economia statunitense continua a registrare una crescita robusta.

Secondo l'ultima dichiarazione del Federal Open Market Committee (FOMC) della Fed, gli indicatori economici suggeriscono che la solida crescita dell'economia statunitense proseguirà. Si continuano a creare nuovi posti di lavoro, anche se non così tanti come all'inizio dello scorso anno, e il tasso di disoccupazione rimane basso. L'inflazione si è attenuata nel corso dell'ultimo anno, ma è ancora elevata. La Fed avrà bisogno di altri dati positivi prima di poter procedere a un graduale rallentamento della sua politica restrittiva.

La guerra in Ucraina, le numerose provocazioni della Corea del Nord, la guerra in Medio Oriente, il caos marittimo sul Mar Rosso, gli attacchi dell'Iran in Iraq e in Pakistan: le tensioni geopolitiche non fanno che intensificarsi. Il prezzo del petrolio è salito a gennaio a causa dell'escalation di attacchi alle navi in transito nel Mar Rosso, che ha costretto le petroliere a prendere altre rotte e ha sollevato timori di un'estensione del conflitto in Medio Oriente.

Potrebbe essere l'anno della svolta, ma è anche un anno di elezioni. La politica interna influenzerà i mercati, poiché si andrà alle urne in più di 70 paesi. L'esito delle elezioni a Taiwan non è piaciuto ai mercati dal momento che il DPP (Partito Progressista Democratico) al governo ha vinto le presidenziali ma ha perso la maggioranza in parlamento. Negli Stati Uniti, Donald Trump ha sconfitto Nikki Haley alle primarie dell'Iowa e del New Hampshire, aumentando così le sue possibilità di essere nominato candidato presidenziale per i repubblicani. Una politica di bilancio meno rigida e misure protezionistiche potrebbero frenare il trend deflazionistico.

La correzione delle azioni cinesi si è ulteriormente intensificata, nonostante la Cina abbia adottato un pacchetto di salvataggio per il mercato azionario per un totale di 278 miliardi di dollari e abbia improvvisamente abbassato il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche. La banca centrale cinese ha inoltre elaborato un piano per alcune aree dell'economia. A seguito delle forti pressioni esercitate dai creditori internazionali e visto il peggioramento della situazione del settore immobiliare cinese, un tribunale di Hong Kong ha ordinato la liquidazione di Evergrande.

I titoli azionari sono stabili in quanto le probabilità di un soft landing sono molto alte e l'inflazione si sta attenuando

Nell'ultimo giorno di trading del mese, i titoli azionari statunitensi hanno superato il reality check relativo ai tagli dei tassi d'interesse. La Fed e la BCE hanno segnalato la fine dei rialzi, ma le tempistiche dei tagli rimangono incerte. Nonostante il pacchetto di stimoli economici, le misure per salvare il mercato e l'improvviso taglio dei coefficienti di riserva minima, i listini cinesi hanno nuovamente vacillato.

Lo scenario di un soft landing dell'economia statunitense ha spinto ulteriormente al rialzo le azioni globali, ma non è ancora chiaro se anche altri paesi o regioni riusciranno ad ottenere un atterraggio morbido.

Negli Stati Uniti i principali indici si sono portati su nuovi massimi ma i giganti della tecnologia hanno frenato in una certa misura la performance nell'ultimo giorno di contrattazioni del mese, in quanto non sono riusciti a soddisfare le elevate aspettative di Wall Street e la Fed non ha confermato il taglio anticipato dei tassi d'interesse atteso dal mercato. Il NASDAQ, rappresentativo del settore tecnologico, si è fermato al +1%, mentre l'S&P 500 e il DJIA hanno guadagnato rispettivamente l'1,7% e l'1,2%. L'indice di small cap Russell 2000 ha ceduto il 3,8% a causa della delusione per i toni moderati della Fed.

In Europa, l'Euro Stoxx ha registrato un rialzo del 2,8% (+0,8% in USD in quanto il dollaro si è apprezzato), mentre il FTSE 100 ha perso l'1,3% (-1,7% in USD). L'indice Swiss Market ha archiviato una progressione dell'1,8% (-0,7% in USD).

In Asia, il trend ribassista dei mercati azionari è da ascrivere ai listini cinesi. Gli operatori di mercato cinesi stanno esercitando una crescente pressione su Pechino affinché faccia di più. L'Hang Seng è crollato del 9,2%, mentre il CSI 300 ha ceduto il 6,3% (-7,1% in USD). Il mercato azionario coreano ha perso il 6% (-9,2% in USD) e il Sensex indiano è sceso dello 0,7% (+1,1% in USD). Un barlume di speranza è giunto dal Giappone, dove il Nikkei che ha guadagnato l'8,4% (+4,2% in USD), poiché permangono dubbi su un possibile rialzo dei tassi.

Scenario macro di HESPER FUND – Global Solutions: 2024: Le banche centrali stanno gestendo la delicata transizione tra un contesto di rialzi e uno di ribassi dei tassi in un anno caratterizzato da eventi politici e tensioni geopolitiche

Il 2024 sarà l'anno della svolta. Dopo alcuni anni di inflazione dolorosa, il graduale attenuarsi delle strozzature sul lato dell'offerta e le energiche misure adottate dalle banche centrali sembrano dare i loro frutti, con il risultato che la crescita dei prezzi pare tornare di nuovo sotto controllo. Gli ultimi dati confermano l'opinione del mercato secondo cui l'inflazione potrà essere sconfitta senza hard landing, perlomeno negli Stati Uniti, dove l'economia continua a registrare una solida crescita. La Fed ha segnalato di aver raggiunto la fine del ciclo di rialzi ma di non avere fretta quanto ai tagli.  Non siamo ancora convinti di una tendenza costante della riduzione dell'inflazione al 2%. Se il lato dell'offerta ha già dato un contributo positivo all'allentamento della crescita dei prezzi, per raggiungere l'obiettivo d'inflazione delle banche centrali serve ancora un certo indebolimento del lato della domanda. Il forte supporto della politica fiscale, la resilienza del mercato del lavoro, la solida fiducia dei consumatori e le tensioni geopolitiche potrebbero ancora ostacolare la tendenza disinflazionistica e lo scenario di soft landing.

Posizionamento e performance mensile

HESPER FUND – Global Solutions ha guadagnato quota a gennaio (classe di quote T-6 EUR +1,16%), grazie alla componente azionaria, a una duration leggermente negativa e, in una certa misura, all'esposizione valutaria.

L'esposizione azionaria complessiva di HESPER FUND è rimasta intorno al 52%. L'esposizione alla duration è stata per gran parte del tempo neutrale o leggermente negativa. Il fondo ha continuato a operare attivamente sulle valute. Ha lasciato la sua esposizione al dollaro al di sopra del 60% e ha aperto una posizione corta tattica sul CHF, poiché la BNS ha riconosciuto un effettivo apprezzamento del franco svizzero. La posizione short sulla sterlina britannica è stata dapprima ridotta al -35% e poi riportata al -93%. La posizione lunga in NOK è stata riaperta e si attesta ora al 61%.

La scomposizione della performance da inizio mese (+1,16%) è stata la seguente: +0,25% per le obbligazioni (-0,08% posizioni lunghe, +0,34% posizioni short in futures), +1,04% nel segmento azionario, +0% per le materie prime e +0,01% per le valute, mentre il -0,12% è imputabile a spese e commissioni. La maggiore quota di azioni, la copertura della duration e l'apprezzamento del dollaro hanno contribuito al risultato. Si continua a osservare una forte decorrelazione rispetto alle asset class tradizionali, come le azioni e le obbligazioni.

Il patrimonio complessivo è sceso a EUR 60,5 milioni alla fine del mese. La classe di quote T-6 EUR è calata del 9,3% al di sotto del livello record del 29 settembre 2022.

La volatilità è salita al 5,2% nei precedenti 250 giorni, per cui il profilo di rischio/rendimento era ancora vantaggioso. Il rendimento annualizzato dal lancio è aumentato al 3,19%.

A inizio mese il fondo sta continuando a ridurre l'allocazione nella sua valuta di riferimento e opera attivamente sul mercato dei cambi. L'esposizione valutaria di HESPER FUND – Global Solutions è attualmente la seguente: USD 62%, NOK 61%, BRL 6,5%, CHF -0,35% e GBP -93%.

Come in passato, continueremo a monitorare regolarmente l'esposizione del fondo alle diverse asset class e ad adeguarla in base al clima di mercato e ai mutamenti dello scenario macroeconomico di riferimento.

*La distribuzione di HESPER FUND - Global Solutions è attualmente consentita solo in Germania, Lussemburgo, Belgio, Italia, Francia, Austria e Svizzera.

Posizionamento del fondo

Grafico 13: esposizione azionaria per regioni di HESPER FUND − Global Solutions

Grafico 14: allocazione valutaria di HESPER FUND − Global Solutions

Grafico 15: struttura di rating delle obbligazioni di HESPER FUND − Global Solutions

Prima dell'adesione leggere il prospetto e i documenti contenenti le informazioni chiave (PRIIPs-KIDs). La presente è una comunicazione pubblicitaria. Il presente materiale pubblicitario non è richiesto dalla legge o dalla normativa e il suo scopo è unicamente quello di fornire informazioni sui prodotti. Le informazioni contenute nel presente documento non costituiscono un invito, un'offerta o una raccomandazione ad acquistare o vendere quote di fondi ovvero a effettuare altre transazioni. Il loro unico scopo è quello di permettere al lettore di comprendere le caratteristiche chiave del fondo, come ad esempio il processo di investimento, e non vanno intese, in tutto o in parte, alla stregua di una raccomandazione di investimento. Non sostituiscono le proprie considerazioni personali, né altre informazioni e consigli legali, fiscali o finanziari. Né la Società di gestione né i suoi organi o dipendenti possono essere ritenuti responsabili per qualsiasi perdita derivante, direttamente o indirettamente, dall'utilizzo del contenuto del presente documento o altrimenti insorta in relazione al presente documento. La sottoscrizione di quote può essere effettuata unicamente sulla base dei documenti di vendita attualmente in vigore in lingua tedesca (il prospetto informativo, i documenti contenenti le informazioni chiave (PRIIPs-KIDs) e, a titolo complementare, le relazioni annuale e semestrale), da cui è possibile desumere informazioni esaustive sull'acquisto del fondo, nonché sulle opportunità e sui rischi connessi. 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